Fondamentale l’apporto
della Federazione per la definizione di
una norma che riconosce ai servizi di pulizia
un ruolo fondamentale nella manutenzione
dei patrimoni immobiliari.
UNI, l’ente di normazione italiano
che produce linee guida in vari ambiti, nel settore edilizio
ha contribuito, con l’emanazione di numerose norme,
alla diffusione e al consolidamento della cultura manutentiva
degli edifici, rispondendo alle esigenze di regolamentazione
di un settore in costante crescita. |
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Ma, finora,
nella manutenzione degli edifici, dal punto
di vista della normativa UNI, non erano
mai stati contemplati i servizi di pulizia,
considerati a margine e sottovalutati nella
loro funzione di supporto alla salvaguardia
dell’integrità dei
patrimoni immobiliari.
Eppure, il settore dei servizi di pulizia
negli ultimi anni si è evoluto verso il multi servizi/servizi
integrati, con l’inclusione sempre più frequente
del servizio di pulizia tra quelli erogati in Facility Management.
L’ampliamento delle attività effettuate
dalle imprese di servizi (oltre 20.000, per lo più PMI)
si è accompagnato a una notevole crescita occupazionale,
raggiungendo gli oltre 450.000 addetti, con prevalente occupazione
femminile e un crescente numero di immigrati, per un fatturato
stimato di oltre 7.000 milioni di euro, di cui circa il 50%
in appalti pubblici.
Nonostante questa costante crescita del
settore delle pulizie/multi servizi, c’è carenza
di strumenti che consentano di valorizzare in maniera trasparente
gli elementi di produttività e di innovazione nell’organizzazione
e nella gestione del servizio. Sempre più spesso si
producono capitolati di appalto non precisi, offerte non
congrue, e si assiste a commissioni di valutazione non preparate
a valutare le offerte tecniche.
Da qui, la necessità di regole uniformi
e condivise, che hanno portato, in sede di Sottocommissione
Manutenzione Patrimoni Immobiliari UNI (SC3), alla progettazione
del processo normativo UNI, intitolato “Servizi di
pulizia dei patrimoni immobiliari orientati alla manutenzione”,
che riconosce come i servizi di pulizia siano una delle principali
attività volte a mantenere integra la struttura dei
patrimoni immobiliari.
Il processo normativo, cui AFED partecipa
attivamente, prevede, in primo luogo, la redazione di una
terminologia, di base e condivisibile, e la definizione dei
sistemi operativi di intervento per diverse tipologie di
ambiente, seguite dalla configurazione più completa
di strumenti e criteri condivisi riferiti alla organizzazione
complessiva (progettazione/pianificazione/gestione e controllo)
e alla valutazione tecnica ed economica di un servizio di
pulizia.
Determinanti, per la classificazione e la
descrizione delle attività operative, le tipologie
di ambienti, le metodologie di intervento, la descrizione
delle operazioni, gli indicatori di resa per operazione,
secondo le linee generali stilate da AFED nel secondo volume
del Vademecum.
Alla definizione della norma, contribuiscono
tutti i soggetti della filiera delle pulizie – ivi
compresa Consip per il suo ruolo nell’economia delle
Pubbliche Amministrazioni – e di quelle aree collaterali
che interagiscono nella manutenzione degli edifici, nella
formulazione dei bandi di gara e nella valutazione delle
offerte.
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