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SCUOLE ITALIANE: CONDIZIONI IGIENICHE PRECARIE, SCARSA MANUTENZIONE E PULIZIA

Da una recente indagine sull’igiene e pulizia dei plessi scolastici PDF promossa da AFED-Afidamp su un campione di circa 1.000 strutture emerge un quadro poco confortante, con presenza di rifiuti, polvere, imbrattamenti e un generalizzato uso di sostanze chimiche spesso dannose per chi le usa e per gli studenti.

MILANO 30 novembre 2009 - Polvere e sporcizia nelle aule, nei bagni e nelle palestre; uso indiscriminato di prodotti chimici con pericolo per chi li usa e per gli studenti. Un quadro desolante, quello che emerge da un’indagine promossa da AFED-Afidamp, associazione nazionale di riferimento per il comparto del cleaning professionale e realizzata da Cittadinanzattiva, che punta l’indice contro lo stato dell’igiene e manutenzione delle scuole italiane. Dati preoccupanti soprattutto in un momento di grande attenzione come l’attuale, in cui sono al vaglio misure di prevenzione anche nelle scuole per il pericolo di diffusione del contagio del virus dell’influenza H1N1. Dall’analisi effettuata su un campione di circa 1000 istituti su tutto il territorio nazionale e relativa al periodo 2006-2008 emerge un quadro poco confortante. Tra gli aspetti più inquietanti dell’indagine, infatti, viene denunciata la presenza di polvere in grande quantità e ovunque, spesso generatrice di un costo importante per la collettività in termini di allergie e forme asmatiche in forte aumento soprattutto tra i bambini; la presenza di sporcizia in tutti gli ambienti della struttura scolastica come aule, servizi igienici, corridoi, palestre, mense e cortili, che denotano bassi standard di pulizia; rischi per la salute degli alunni e del personale derivanti dall’utilizzo di strumenti non idonei e prodotti chimici pericolosi sia per la salute delle persone, sia per i materiali su cui vengono utilizzati. Tracciando una classifica dell’ambiente della scuola mediamente più sporco, nel 2008 la maglia nera è andata alle aule, giudicate come i locali meno puliti nel 29 per cento dei casi.
Analizzando nel dettaglio l’indagine (allegata), che fornisce un quadro dettagliato ambiente per ambiente, in termini di frequenze di pulizia, di tempo dedicato, di risultati conseguiti e percepiti, emerge che oltre la metà delle scuole sfrutta quasi esclusivamente la forza manuale per la pulizia degli ambienti, con strumenti per lo più di tipo “casalingo” e impiego di prodotti, come acido muriatico, candeggina, ammoniaca, alcol, la cui pericolosità è comprovata, mentre l’efficacia pulente non è garantita. Emerge, inoltre, una scarsa se non nulla formazione professionale del personale addetto alla pulizie, che sopperisce con il “buon senso domestico” alla mancanza di cognizioni in tema di metodi, tempistiche, attrezzature che consentirebbero di coniugare sicurezza, efficienza, contenimento dei costi.
Eppure secondo il Ministero della Pubblica Istruzione, ogni anno in Italia si spendono circa un miliardo e 300 mila euro destinati alle ditte incaricate di tenere puliti ingressi, corridoi e aule delle scuole, a fronte di un organico interno di quasi 200 mila operatori scolastici.
Sull’onda di questi dati e alla luce delle recenti dichiarazioni del ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, che ha invitato a un maggior coinvolgimento del personale dipendente nelle pulizie delle scuole per evitare l’inutile spreco di risorse generato dagli appalti del servizio a ditte esterne, viene dalla stessa AFED-Afidamp la ricetta per supportare i collaboratori scolastici, o nel linguaggio comune “bidelli”, nella cura e nella pulizia di aule, mense, servizi igienici e spazi comuni delle strutture scolastiche italiane con metodologie professionali in grado di coniugare risparmio di tempi, di costi e di fatica con una maggiore efficacia del servizio .
Il progetto dell’associazione si basa sulla realizzazione di un cd rom interattivo contenente una vera e propria di guida alla pulizia degli ambienti scolastici, che intende formare i bidelli sulle modalità e sulla frequenza degli interventi di pulizia, nonché sulla scelta degli strumenti e dei prodotti chimici da utilizzare per tali interventi.
Il cd completa un kit di formazione, composto tra l’altro da un testo per i formatori e un testo per i corsisti, frutto di una sperimentazione condotta, lo scorso anno, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale di Brescia, su un campione di oltre 400 collaboratori scolastici che, su base volontaria, hanno aderito alla proposta congiunta del Dirigente Scolastico Provinciale, dottor Giuseppe Colosio, oggi Direttore Regionale della Lombardia, e di AFED-Afidamp, realizzando corsi di formazione di due giorni, che hanno incontrato il gradimento pressoché totale dei partecipanti.

«Il kit che abbiamo predisposto è una sorta di vademecum, o di ‘istruzioni per l’uso’ per il personale responsabile delle operazioni di pulizia nelle scuole - spiega Matteo Marino, presidente AFED -, che dovrebbe essere distribuito, con un investimento molto contenuto, a tutti i presidi scolastici italiani. Ma siamo soprattutto disponibili a un confronto con il Ministero, per fornire l’apporto formativo a tutti i livelli, anche al personale amministrativo, per mettere ogni scuola nelle condizioni di potere operare al meglio in tema di igiene e di pulizia degli ambienti».

 
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